
AEL, Formazione Aurelia: sabbie grossolane (sgm ); ghiaie (g);sabbie grossolane (sgm2 ); VSN1 , Tufo Lionato; p, paleosuolo; PPT, Unità di Prima Porta (= successione di sacrofano); PTI, Unità del Palatino; VGU, Formazione di Valle Giulia; pr, deposito piroclastico rimaneggiato; s, sabbie carbonatiche medio fini; c, conglomerati.
La base della successione affiora lungo la strada, ed è costituita da sabbie e conglomerati relativi alla sedimentazione del Fiume Tevere prima dell’inizio dell’attività vulcanica (circa 700000 anni fa). I depositi fluviali sono sovrastati da un’ignimbrite grigio scura, massiva e caotica, spessa circa 2m, che mostra la presenza di ciottoli strappati dal substrato e di resti di rami d’albero allineati secondo la direzione di flusso. Tale unità è nota come Unità del Palatino, eruttata circa 500000 anni fa dal vulcano dei Colli Albani. L’Unità del Palatino è sovrastata da una successione fittamente stratificata composta da depositi di ricaduta e depositi rielaborati provenienti in parte dai Colli Albani ed in parte dal vulcano Sabatino (Successione di Sacrofano). Un’evidente discordanza inclinata verso SW (in direzione del Tevere) taglia la successione e risulta riempita da un’ignimbrite giallo-rossastra, il Tufo Lionato, che costituisce la parete verticale della Rupe Tarpea. Il Tufo Lionato venne messo in posto 350000 anni fa dalla più grande eruzione dei Colli Albani che diede peraltro luogo alla formazione della caldera dello stesso vulcano. Si tratta della roccia maggiormente utilizzata per le costruzioni nell’area romana in quanto fortemente litoide e piuttosto leggera. La successione si chiude con dei depositi fluviali sedimentari messi in posto durante la fase di innalzamento del livello marino susseguente all’eruzione del Tufo Lionato, la Formazione Aurelia. - (Passeggiata con sezioni, pg. 8)



I tufi si formano mediante l’accumulo di lapilli e detriti prodotti da attività vulcanica esplosiva che solidificano in grandi blocchi grazie a particolari reazioni chimiche con l’acqua. La loro composizione è principalmente costituita da silice amorfa. In questa matrice si formano vari cristalli di alluminosilicati, in maggior parte pirosseni e zeoliti. Quest’ultime sono particolari formazioni cristalline alluminosilicatiche idratate, cioè contenenti molecole di acqua all’interno della loro struttura, che in particolari condizioni possono essere rilasciate sotto forma di vapore. Il tufo può assumere colorazioni molto variegate, dal giallognolo al marrone al grigio – verde o grigio – rossastro a seconda delle concentrazioni di diversi ossidi metallici dispersi nella matrice silicatica. E’ una roccia molto porosa e può presentare inclusi di varie dimensioni in genere di pietra pomice o di natura pozzolanica. E’ una roccia molto tenera, facilmente lavorabile, ma al tempo stesso molto resistente, quindi un ottimo materiale da costruzione. Apprezzato fin dall’epoca etrusca ha trovato larghissimo impiego a Roma già in età repubblicana. - (Minerali e Rocce - le rocce magmatiche)
I CAEMENTA: erano i materiali inerti utilizzati per il calcestruzzo. Nel periodo repubblicano si usavano principalmente materiali di scarto provenienti da edifici demoliti. Con l’epoca imperiale, i costruttori iniziarono a selezionare materiali specifici per diverse parti delle strutture: